La Lista degli studenti conquista la maggioranza assoluta alle elezioni anticipate. L’ex presidente ammette la sconfitta dopo quattordici anni di potere

Il movimento nato nelle università dopo la tragedia di Novi Sad ha battuto Aleksandar Vučić. Alle elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre 2026 la Studentska lista, la Lista degli studenti, ha ottenuto la maggioranza assoluta dell’Assemblea nazionale serba. In serata, dalla sede del suo Partito progressista serbo (Sns) a Belgrado e in diretta sulla tv pubblica Rts, Vučić ha ammesso il ko: “Riconosco la vittoria degli studenti”.
Secondo i dati preliminari diffusi lunedì 26 ottobre dalla Commissione elettorale repubblicana (Rik) su 8.077 seggi dei 8.392 totali, gli studenti hanno raccolto 2.211.400 voti, il 52,54 per cento. La lista di Vučić, Serbia Unita, si ferma poco sopra il 39 per cento. La proiezione degli istituti CeSID e Ipsos assegna agli studenti 140 seggi su 250, oltre la soglia di 126 per governare da soli, e 103 a Serbia Unita. Decisiva l’affluenza, vicina al 70 per cento, la più alta dal 1992, contro il 58,8 per cento delle politiche del 2023.
Nel suo discorso Vučić ha definito scorretta la campagna degli avversari, ha accusato i media indipendenti e alcuni Paesi europei che non ha nominato, e ha promesso battaglia dall’opposizione. Lui e il suo partito hanno sempre respinto le accuse di corruzione.
Tutto era partito il 1 novembre 2024, quando il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad uccise 16 persone. Ne sono nati quasi due anni di proteste. Il 27 settembre 2026 Vučić, premier dal 2014 e presidente dal 2017, ha lasciato la presidenza per candidarsi alla guida del governo.
A capo della lista c’era il cardiologo Ilija Srdanović. “Cara Serbia, stasera si sente la voce del popolo”, ha detto Radomir Saicic, professore all’Università di Belgrado, dal quartier generale del movimento. Nella notte Belgrado, Novi Sad e Nišsi sono riempite di gente in festa.
Da Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è detta pronta a sostenere le riforme su Stato di diritto, libertà di stampa e lotta alla corruzione. Ora gli studenti devono indicare il primo ministro e definire una politica estera finora appena accennata, tra Unione europea, Russia e Cina.

