ROMA – Scuola e tetto agli studenti stranieri, i nuovi dati Istat sul deficit, il nodo risorse sul bollo auto e la tenuta della maggioranza sulla legge elettorale. Sono i temi cardine affrontati dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella puntata di Cinque Minuti su Rai 1 condotta da Bruno Vespa.
Scuola e tetto al 30%: «Nessun contrasto con Mattarella»
In merito alla proposta di limitare al 30% la presenza nelle classi di alunni stranieri che non padroneggiano la lingua italiana, la Premier respinge l’ipotesi di frizioni con il Colle:
«Non leggo le parole del Capo dello Stato come una contestazione all’iniziativa del governo. Il Presidente Mattarella sottolinea che la scuola deve superare i ghetti: ebbene, il ghetto si crea proprio se metti un bambino che non parla italiano in una classe dove la maggioranza non parla la nostra lingua. Una distribuzione più equilibrata serve a impedire l’incomunicabilità e favorire una reale integrazione, come del resto prevedevano già circolari dello stesso Mattarella ai tempi in cui era Ministro dell’Istruzione».
Deficit al 3,08% e stime Istat: «Rammarico per un soffio»
Sul fronte economico, la Premier ha commentato i dati Istat che fissano il rapporto deficit/PIL al 3,08%:
«C’è rammarico per essere rimasti appena sopra la soglia del 3% per uno 0,08%, anche se va ricordato che siamo partiti dall’8,1% all’insediamento. Stare sotto ci avrebbe fatto uscire in anticipo dalla procedura d’infrazione europea. Tuttavia, fa riflettere che nella stessa giornata l’Istat abbia corretto al rialzo la crescita 2024 dall’0,7% all’1,1%. Mi dispiacerebbe scoprire tra due anni che in realtà eravamo già sotto il 3% per via di stime iniziali troppo prudenti».
Stop al bollo auto e fondi alla Sanità: «Nessun taglio, polemiche strumentali»
Rispondendo alle critiche avanzate da diversi governatori regionali in merito all’impatto sui bilanci locali e sui fondi per la salute, la Presidente ha smentito qualunque taglio:
«La misura vale 2,4 miliardi e non è a carico delle Regioni, che saranno interamente rimborsate dallo Stato per i mancati introiti. Chi parla di tagli alla sanità fa polemica strumentale. Se qualche governatore di centrosinistra giudica la misura scandalosa, può sempre rifiutare il rimborso statale e continuare a far pagare la tassa ai propri cittadini».
Legge elettorale e preferenze
Infine, un passaggio sul futuro dell’esecutivo legato alla riforma elettorale e al ritorno delle preferenze:
«Restituire agli italiani la libertà di scegliere direttamente il parlamentare è una vittoria fondamentale. Quando l’emendamento fu bocciato alla Camera a voto segreto, fu sollevata dall’opposizione la questione della mancanza di maggioranza. La norma è stata reinserita: quando tornerà alla Camera vedremo con trasparenza se la fiducia sussiste. Se non ci fosse, è ovvio che se ne dovrebbe prendere atto».

