Guardasigilli vuole far pagare i danni ai genitori
In Francia il movimento di protesta nei licei contro i tagli ai fondi della scuola pubblica ha toccato il suo punto più acuto giovedì 1 ottobre, con quasi 2.000 fermi in un solo giorno davanti a oltre 400 istituti chiusi o bloccati su tutto il territorio nazionale. La mobilitazione, partita a metà settembre dall’Île-de-France, non si è ancora fermata.
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha reso noto un bilancio complessivo dall’avvio del movimento: 235 feriti, di cui 65 tra il personale scolastico, 40 dei quali presidi, e i restanti 170 tra gli studenti.
Alla base della protesta ci sono le richieste del sindacato studentesco Union syndicale lycéenne, che da settimane chiede più risorse per la scuola e contesta il sistema di accesso all’università Parcoursup. Negli ultimi giorni, tuttavia, il movimento ha registrato episodi di violenza diretta contro i dirigenti scolastici. A Rouen, in Normandia, il preside del liceo Élisa-Lemonnier sarebbe stato colpito al collo con una sbarra di metallo e investito da gas lacrimogeni, mentre quello del liceo Blaise-Pascal, nella stessa città, sarebbe rimasto ferito da un colpo di mortaretto esplosivo. Scontri e lanci di lacrimogeni si sono verificati anche davanti al liceo Kléber di Strasburgo.
Di fronte a questo scenario, il Guardasigilli, ministro della Giustizia Gérald Darmanin, ha dichiarato venerdì ai microfoni di RTL di aver chiesto alle procure di attivare la responsabilità civile dei genitori per i danni materiali provocati dai figli minorenni durante le manifestazioni, con l’obiettivo di far ricadere sulle famiglie il costo delle riparazioni. In parallelo, tutti i prefetti francesi hanno firmato ordinanze che vietano i cortei nei pressi dei licei.
Sul piano politico, l’esecutivo guidato dal premier Sébastien Lecornu attribuirebbe la deriva violenta a un’istigazione del partito La France Insoumise, che a sua volta accuserebbe il governo di aver scelto la via della repressione contro i giovani manifestanti. In entrambi i casi si tratta di accuse reciproche prive, al momento, di accertamenti giudiziari definitivi. La polizia disciplinare francese, l’IGPN, ha intanto aperto tre inchieste dopo segnalazioni di liceali rimasti feriti durante le operazioni di sgombero dei blocchi.

