Irpef, otto milioni di contribuenti pagano il 65% dell’imposta: il rapporto presentato al Cnel

Un Paese dove il peso del fisco si concentra su una fetta ristretta di contribuenti, mentre quasi un italiano su due non versa nulla. È il ritratto che emerge dal XIII Rapporto sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare, presentato giovedì mattina nella Sala Marco Biagi del Cnel a Roma, nell’ambito delle celebrazioni per l’80° anniversario della Cida. Ad aprire i lavori è stato il presidente del Cnel Renato Brunetta, mentre i dati sono stati illustrati da Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali.

I numeri, elaborati sulla base dei dati di Mef e Agenzia delle Entrate relativi alle dichiarazioni dei redditi 2024 presentate nel 2025, raccontano una piramide fiscale molto sbilanciata. Su 42,8 milioni di persone che hanno presentato una dichiarazione dei redditi, solo 34,1 milioni hanno effettivamente versato almeno un euro di Irpef. Considerando l’intera popolazione, circa 24,8 milioni di italiani non dichiarano redditi: una platea ampia ed eterogenea, che comprende soprattutto minori, pensionati sotto la no tax area, disoccupati e persone senza redditi propri, non necessariamente evasori fiscali.

Il grosso del gettito arriva da una minoranza di contribuenti benestanti. Circa 8 milioni di persone, il 18,78% del totale, dichiarano un reddito lordo da 35mila euro l’anno in su, circa 2mila euro netti mensili: da sole versano il 65% di tutta l’Irpef. La fascia 35-55mila euro conta 5,33 milioni di dichiaranti, per un’imposta versata di 52,6 miliardi e un contributo medio di 9.815 euro. In totale, i redditi dichiarati nel 2024 ammontano a 1.076 miliardi di euro, per un gettito complessivo di poco superiore ai 216 miliardi.

Il rapporto mette questi numeri a confronto con le reali abitudini di spesa degli italiani: nel 2025 la raccolta del gioco d’azzardo ha toccato 165,3 miliardi di euro, con un’entrata per lo Stato di 11,4 miliardi. Per Brambilla, si tratta di “numeri più vicini a quelli di un Paese povero che di uno Stato membro del G7”. Gli autori del rapporto sottolineano come il problema non sia una pressione fiscale eccessiva sulla generalità dei cittadini, quanto una concentrazione anomala, in un Paese dove sanità e assistenza sono costate rispettivamente 138,33 e 180,5 miliardi di euro nel 2024.

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