Via Volta senza marciapiede, il sacchetto si getta in mezzo al traffico

Nel tratto che costeggia l’ex Tirassegno manca il marciapiede: chi va a piedi cammina su una banchina in terra, tra erba alta, rovi e cassonetti a bordo carreggiata

In via Volta, ogni volta che devi buttare la spazzatura nei cassonetti accanto all’area del parcheggio estivo, devi essere bravo e rapido a scansare le auto che percorrono la carreggiata a velocità tutt’altro che moderata e che a volte ti sfiorano. Se poi la banchina è occupata da auto in sosta vietata, il rischio cresce parecchio: senza un marciapiede sei costretto a scendere in carreggiata, sperando che non ti arrivi nessuno addosso.

In via Volta, a San Benedetto del Tronto, i cassonetti del tratto che costeggia l’area dell’ex Tirassegno sono sistemati sul bordo della carreggiata, sopra una striscia di terra battuta, e chi solleva il coperchio lo fa con auto e moto che gli passano alle spalle.

Il tratto è quello che corre lungo il grande parcheggio sterrato, aperto alla sosta soltanto d’estate. L’area è un ex poligono di tiro che appartiene al demanio militare e viene messa a disposizione per i parcheggi grazie ad accordi tra il Comune e il ministero della Difesa. Per il resto dell’anno il terreno resta chiuso dietro la recinzione.

Da questo lato il marciapiede non esiste. Fra la riga bianca che chiude la carreggiata e la rete metallica c’è solo una banchina sterrata, dove l’erba cresce a ciuffi e in diversi punti il terreno è smosso. La rete, tenuta su da paletti arrugginiti, è invasa dai rovi e in un punto è piegata verso il suolo. Accanto ai contenitori della raccolta si accumulano i sacchi neri, mentre tra la ghiaia restano mozziconi e piccoli rifiuti.

Il marciapiede c’è sul lato opposto della strada, ed è facile obiettare che basterebbe usare quello. Il punto è che i cassonetti stanno di qua. Per buttare un sacchetto bisogna attraversare e poi restare in piedi sul margine, spesso girati di schiena rispetto al traffico. Le strisce pedonali si trovano più avanti lungo la via, non davanti ai contenitori.

D’estate, con il parcheggio aperto, il problema si allarga. Chi lascia l’auto nello sterrato non trova un marciapiede che lo accompagni verso le strade vicine e finisce anche lui a camminare in carreggiata.

Le domande aperte

A questo punto viene naturale chiedersi se i cassonetti possano trovare un’altra collocazione o se per quel tratto si possa costruire un marciapiede. Resta poi da capire a chi spetti la cura della banchina e della recinzione, in un’area dove si intrecciano le competenze del Comune e quelle della Difesa.

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