Vangelo del giorno, lunedì 2 novembre 2026: nessuno va perduto

Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo 6, versetti 37-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Il commento

Il giorno dopo la festa di Tutti i Santi, la Chiesa dedica il 2 novembre alla Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Il messale prevede tre Messe, ognuna con le sue letture: qui proponiamo il Vangelo della prima, un brano di appena quattro versetti del capitolo 6 di Giovanni.

Siamo dentro il lungo discorso sul pane della vita, pronunciato da Gesù davanti alla folla. In poche righe torna più volte la stessa parola: volontà. Non la sua, perché dice di essere sceso dal cielo per compiere quella di chi lo ha mandato. E il contenuto di quella volontà è di una semplicità disarmante: non perdere niente di ciò che il Padre gli ha affidato.

C’è poi un’espressione che, in una giornata come questa, pesa più del solito. Chi viene a lui non verrà mandato via. Nessuna selezione all’ingresso, nessuna graduatoria di meriti. La porta resta aperta.

Per due volte, nel giro di pochi versetti, ritorna la promessa della risurrezione nell’ultimo giorno. È il cuore del brano e il motivo per cui la liturgia lo sceglie oggi, mentre tanti passano dai cimiteri a lasciare un fiore o ad accendere un lumino. Il ricordo di chi non c’è più non viene cancellato né addolcito. Viene messo dentro una speranza.

Il testo, del resto, non parla di meriti da accumulare ma di un vedere e di un credere. Chi vede il Figlio e si fida di lui ha la vita eterna, e il verbo è al presente: non è soltanto un premio rimandato a chissà quando.

La domanda da portarsi dietro nella giornata è questa: quale nome porto con me oggi, e che cosa cambia nel mio ricordo se lo penso custodito e non perduto?

Le letture della Messa di oggi: Giobbe 19, 1.23-27a; Salmo 26; Lettera ai Romani 5, 5-11; Giovanni 6, 37-40 (letture della prima Messa).

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