
Sono entrate in vigore oggi, 21 settembre, le nuove tariffe nazionali del Servizio Sanitario Nazionale per 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici di assistenza protesica. La revisione, indicata dalla Conferenza delle Regioni proprio per questa data, comporta un aumento medio del 5,8% dei valori riconosciuti dal SSN alle strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate.
L’impatto complessivo sulla spesa pubblica è stimato in 210,7 milioni di euro l’anno: 183,1 milioni destinati alla specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni all’assistenza protesica. Per il 2026 l’impegno finanziario previsto è di circa 70 milioni, coperto dai fondi stanziati dalla Legge di Bilancio.
Cosa cambia davvero per i pazienti
Va chiarito un punto spesso frainteso: l’aumento della tariffa non comporta automaticamente un aumento del ticket a carico del cittadino. Si tratta di due importi distinti: la tariffa è il valore che il SSN riconosce alla struttura sanitaria, il ticket è quanto paga effettivamente il paziente, e resta comunque vincolato a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, salvo le specificità previste dai singoli sistemi regionali. Diverse prestazioni di controllo ed esami più comuni restano peraltro a costo invariato per l’utente.

