Naza, il documentario che ha fatto alzare in piedi Venezia per venticinque minuti

Il film di Yuval Abraham e Rachel Szor è in sala in oltre quattrocento cinema italiani. Dalla fine di novembre sarà visibile gratis in tutto il mondo.

Un applauso durato venticinque minuti, il più lungo mai registrato in un grande festival di cinema. È così che la 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha accolto Naza, documentario diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, premiato il 12 settembre 2026 con il Premio speciale della giuria. In Italia il film è uscito il 28 settembre distribuito da I Wonder Pictures: doveva restare in sala tre giorni, è ancora in programmazione in oltre 420 cinema.

Il titolo non è una parola qualunque. Viene da nezek agavi, l’espressione ebraica che nel gergo militare indica il danno collaterale, cioè il numero di vittime civili considerate accettabili prima di autorizzare un bombardamento. Attorno a quella sigla ruota tutto il film.

Che cosa racconta

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il documentario raccoglie le testimonianze di ventiquattro fra ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani che hanno preso parte alle operazioni nella Striscia di Gaza. I volti sono oscurati, le identità protette. Secondo quanto raccontano quelle voci, l’esercito avrebbe fatto ricorso a sistemi di intelligenza artificiale e di sorveglianza automatizzata per selezionare gli obiettivi, calcolando in anticipo quante vittime civili ogni attacco avrebbe prodotto. Una delle fonti del film sostiene che in alcuni casi un’operazione sarebbe stata approvata pur sapendo che poteva costare la vita fino a cinquecento civili.

Il lavoro nasce da un’inchiesta durata quasi tre anni e poggia su materiale giornalistico pubblicato nel tempo dal Guardian, da +972 Magazine e da Local Call. Il quotidiano britannico non si è limitato a ospitare l’inchiesta: è coproduttore del film insieme a JW Films di James Wilson, con Jonathan Glazer, regista premio Oscar per “La zona d’interesse”, nel ruolo di produttore esecutivo. Le vendite internazionali sono curate da mk2 Films.

Chi è Yuval Abraham

Prima di essere un regista, Yuval Abraham è un giornalista israeliano. Ha costruito la propria firma su +972 Magazine e su Local Call, due testate indipendenti che da anni lavorano sui territori occupati, e proprio da quelle inchieste è arrivato al cinema. Non è un esordiente: nel 2024 è stato uno dei quattro autori di No Other Land, il documentario sulla Cisgiordania che ha vinto il premio Oscar. Anche in quel caso al suo fianco c’era Rachel Szor, che in Naza firma la regia insieme a lui e ne cura la fotografia.

La posizione di Abraham è quella scomoda di chi documenta il proprio Paese dall’interno. Nelle dichiarazioni rilasciate dopo Venezia ha spiegato che il film nasce dalla volontà di mostrare i meccanismi dietro l’uccisione di civili, e ha insistito perché l’opera fosse vista dal maggior numero possibile di persone, in Israele compreso.

La reazione del governo israeliano

In Israele il documentario non è distribuito e ha provocato una reazione durissima delle istituzioni. Il ministro della Cultura si sarebbe rivolto allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, per risalire all’identità delle fonti che compaiono nel film. Dal governo è arrivata inoltre la minaccia di revocare ai due autori la cittadinanza israeliana con l’accusa di tradimento. Oltre mille cineasti hanno firmato una petizione di solidarietà con i registi, mentre associazioni di categoria hanno condannato le dichiarazioni dell’esecutivo. Le accuse contenute nel documentario non hanno finora trovato riscontro ufficiale da parte delle autorità militari israeliane, che non risultano aver fornito una propria versione dei fatti nelle fonti consultate.

Gli autori e il Guardian hanno fatto sapere di aver offerto il film gratuitamente alle sale israeliane, nella speranza che qualcuna accetti di proiettarlo, e di star cercando una strada per renderlo visibile anche nei territori palestinesi occupati.

Dove e quando vederlo

La distribuzione in sala copre 56 territori. Negli Stati Uniti il film è uscito il 30 settembre, dopo l’anteprima al New York Film Festival; in Svizzera il 1° ottobre con Filmcoopi. In Italia resta nei cinema che scelgono di tenerlo in cartellone, quindi conviene controllare la programmazione giorno per giorno.

Chi non riesce a vederlo in sala dovrà attendere la fine di novembre 2026: da quella data Naza sarà disponibile gratuitamente sul sito theguardian.com, accessibile in tutto il mondo e senza limiti di tempo. Una scelta rivendicata dagli autori come coerente con la natura giornalistica del progetto. Va segnalato che è circolata anche la notizia di una messa in onda su Rai Storia: il distributore italiano l’ha smentita.

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