Allianz Stadium, la curva bianconera non si ferma per il minuto di silenzio in ricordo di Mazzola

Prima di Juventus-Atalanta parte del settore sud si è girata di spalle e ha intonato cori. La società: “Nessuna rivalità giustifica la mancanza di rispetto”. Reazioni politiche e sportive*

Un lutto che avrebbe dovuto unire tutto lo stadio si è trasformato in un caso che ha travalicato i confini del campo. Prima del fischio d’inizio di Juventus-Atalanta, come su tutti i terreni di gioco della Serie A, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter e figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, scomparso all’età di 83 anni nella notte tra venerdì e sabato.

All’Allianz Stadium, però, una parte del pubblico non ha rispettato il momento di raccoglimento. Nei settori centrali di primo e secondo anello della curva sud, decine di tifosi bianconeri si sono voltati di spalle rispetto al campo. Altri hanno scelto di intonare cori dedicati a figure storiche scomparse della Juventus, tra cui Gaetano Scirea, Giovanni Agnelli e Andrea Fortunato, sovrapponendosi al momento dedicato a Mazzola.

Il resto dello stadio ha invece risposto con un lungo applauso in onore dell’ex campione nerazzurro. Le immagini di chi si è girato di spalle, tuttavia, hanno iniziato a circolare rapidamente sui social, alimentando polemiche e reazioni da più fronti.

Le reazioni della politica

Tra i primi a commentare l’episodio è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, tifoso interista, che pur definendo il gesto una meschinità ha invitato a non dargli eccessivo peso, sottolineando che la statura di un campione come Mazzola non si misura su comportamenti di questo tipo.

Più duro il commento di Osvaldo Napoli, esponente di Azione, che ha parlato di un comportamento indegno, sintomo di un imbarbarimento di certi settori del tifo, chiedendo l’applicazione del Daspo nei confronti dei responsabili.

Il precedente del 2014

L’episodio ha riportato alla memoria un caso simile avvenuto nel 2014, quando durante un derby della Mole comparvero striscioni offensivi legati alla tragedia di Superga, in cui perse la vita anche Valentino Mazzola. All’epoca lo stesso Sandro Mazzola, commosso, arrivò a chiedere la chiusura dello stadio, giudicando irrisoria la sanzione economica inflitta al club.

La nota della Juventus

Il club bianconero ha preso posizione con una nota ufficiale sui propri canali, ribadendo che nessuna rivalità sportiva può giustificare la mancanza di rispetto durante un momento di commemorazione, e che onorare la memoria in questi frangenti è una responsabilità che va oltre l’appartenenza a una maglia o a un colore.

Il commento dei due allenatori

Anche i due tecnici sono stati chiamati a esprimersi sull’accaduto. Il mister della Juventus, Luciano Spalletti, ha detto di non conoscere le ragioni dietro certi comportamenti, ribadendo che lo spirito sportivo deve sempre avere la priorità.

Sulla stessa linea Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, che ha parlato di sensazioni negative, osservando come episodi di questo genere possano derivare da una scarsa consapevolezza, da parte delle generazioni più giovani, di chi sia stato realmente Mazzola per il calcio italiano.

In campo, intanto, la partita si è chiusa con la vittoria della Juventus per 2-0, firmata dai gol di Francisco Conceição e Gleison Bremer.

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